Architetture di Bordo Veicolo

 La ricerca per la realizzazione di sistemi ed applicazioni in grado di sfruttare la comunicazione V2V (vehicle to vehicle) e V2I (vehicle to infrastructure) coinvolge un ampio spettro di attori: produttori automobilistici, operatori stradali, municipalità e società del terziario. Sono innumerevoli e diversificate le possibilità che la comunicazione V2V e V2I apre a ciascuno di questi attori. In questo senso, quindi, sono facilmente giustificabili e comprensibili le diverse iniziative a livello europeo che vede la comunicazione V2V e V2I protagonista e oggetto di ricerca (ITS). SAFESPOT, CVIS, COOPER e SeVeCom, inoltre, rappresentano una selezione dei progetti finanziati dalla comunità europea, che testimoniano, con i loro numeri, lo sforzo per supportare lo sviluppo della comunicazione V2V e V2I, prendendone in considerazione tutti i punti di vista: dalla definizione di standard di comunicazione, all’architettura di sistema, ai protocolli di comunicazione da adottare fino alla sicurezza (security). Tutti i principali OEMs a livello mondiale collaborano attivamente tra loro per lo sviluppo di sistemi cooperativi in grado di estendere i limiti fisici dei sistemi sensoriali di bordo veicolo.

Le possibili ricadute della comunicazione V2V e V2I sono generalmente classificabili in 4 macro aree: sicurezza (safety), efficienza del traffico, intrattenimento e di servizio.

 

Lo sviluppo e l’integrazione nella piattaforma commerciale Blue&ME della architettura wireless sviluppata all’interno del progetto VICSUM è stato uno dei principali compiti del CRF. Le operazioni di integrazione sono state portate a compimento su due veicoli Fiat Grande Punto acquistati all’interno del progetto , a cui si sono aggiunte due vetture analoghe messe disposizione da CRF. L’obiettivo è la realizzazione di scenari in cui componenti telematici interagiscano e si integrino nell’architettura automotive.

 

La definizione dell’architettura è un processo che parte con la definizione dei contesti applicativi finali in cui è necessario operare. In questo senso la scelta degli scenari di interesse del progetto VICSUM sono stati i primi elementi ad essere valutati ed analizzati. L’analisi, in successione, ha definito: lo storyboard della applicazione; i requisiti utente; i requisiti funzionali; i requisiti hardware e software.

 

Il risultato di tale processo ha permesso di individuare i componenti generali minimi necessari per la completa realizzazione dell’applicazione. È importante sottolineare l’integrazione/interazione tra tipici dispositivi della comunicazione per reti ad hoc, quali il router wireless, con componenti tipici del settore automotive, come il CAN e la centralina Blue&Me. Tale aspetto di integrazione, come già sottolineato in precedenza, rientra tra gli obiettivi del progetto VICSUM: lo sviluppo, cioè, di un prototipo dimostratore che includa una piattaforma abilitante ai servizi con sistemi veicolo standard.